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Ilenia

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Oggi un video speciale per me che ho aspettato a pubblicare perché lo abbiamo realizzato per una collaborazione con Privalia. Il video supportava una loro …

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Mamme, papà, pochi giorni e un nuovo anno scolastico avrà inizio: materiali da preparare, merende a cui pensare, compiti da controllare, vestiti, colazioni e mattinate di corsa per arrivare in tempo al suono della campanella… Siete pronti?!?

Noi abbiamo iniziato a prepararci da qualche settimana; la cosa migliore per me è sempre coinvolgere anche i miei figli. Questo li predispone già nell’ottica del rientro a scuola, li fa sentire partecipi e motivati non solo ad aiutarmi, ma anche a riprendere con uno spirito positivo ed entusiasta l’anno scolastico (e si sa, dopo tre mesi di vacanza, non è affatto cosa scontata;-))

Ecco quindi cinque suggerimenti e spunti da tenere a mente per iniziare al meglio:

  1. FATE SCORTA!: potrebbe sembrare scontato ed in effetti tutti noi pensiamo al materiale dei primi giorni, a lavare o ricomperare la cartella, controllare diario ed astuccio, prendere i libri e così via. Il mio consiglio, oltre all’occorrente dei primi giorni,  è quello di dedicare un cassetto o un’anta di un armadio  della casa anche al materiale di scorta per i mesi futuri; questo può salvarvi nelle mattine in cui sarete di corsa e darà un’idea di importanza e di organizzazione anche ai bambini. In questo spazio inserite quaderni di scorta, matite, colla, temperino, pennarelli, matite colorate e tutto il materiale utile. Sarà divertente prepararlo con loro, durante l’anno sapranno già dove trovarlo in caso di necessità e -vantaggio non da poco – potete approfittare anche delle moltissime offerte che normalmente ci sono in questo periodo dell’anno.
  2. OUTFIT SCUOLA PER LA SETTIMANA: una delle cose che può far perdere più tempo al mattino è svegliare i bambini e far sì che si vestano velocemente. Loro sono dei campioni nel ritardare il risveglio, incantarsi davanti alla tazza di latte e biscotti e chiedervi mille volte cosa devono indossare. Alla domenica sera quindi preparate i vestiti per la settimana e disponeteli in modo che siano facilmente raggiungibili, spiegando loro dove trovarli.  Io ho appeso nell’armadio di ognuno un organizzatore verticale con 5 ripiani (uno per ogni giorno della settimana) e dentro a ciascuno ripiano i bambini trovano tutto quello che dovranno indossare, dalle calze al pantaloncino. Al mattino prendono la pila di vestiti per la giornata in corso e si vestono da soli. Comodo no? (ehm.. è comodo anche per il marito che vorrebbe aiutare ma che poi vi chiede ogni trenta secondi cosa mettere e dove trovare le cose.. eheheheheh)
  3. SI CONTROLLA LA SERA PRIMA: insegnate ai vostri figli a preparare le proprie cose la sera prima ed inserite questo attività nella loro routine: controllare la cartella, temperare le matite e verificare compiti e materiale, prendere la merenda e l’acqua e poi pipì, mani e denti… sarà sicuramente più facile al mattino prendere solo la cartella ed uscire senza preoccuparsi di altro 😉 e se non è stata un’abitudine fino ad oggi, insegnatela loro gradualmente; fatelo insieme le prime volte e poi premiateli se lo fanno autonomamente (va bene anche solo un foglio con i giorni della settimana in cui disegnare una stellina se hanno fatto bene tutto)
  4. SIATE PRESENTI: per il bambino la scuola occupa una buona parte della giornata e in questa parte della giornata voi non siete con loro… per questo è importante che sentano di avere un momento in cui ottenere la vostra attenzione per raccontarvi come hanno trascorso la giornata, cosa è successo, senza che ci siano altre distrazioni, senza il lavoro da finire, senza la cucina da riordinare. Un momento solo da dedicare a loro, in cui possano ad esempio chiedere il vostro aiuto per rivedere un compito, ripetere una lezione, raccontarvi la barzelletta sentita a scuola, un bisticcio con un compagno o semplicemente colorare un disegno mentre voi li guardate. Fate un patto con loro fin dal primo giorno e decidete un momento del pomeriggio o della sera in cui dedicare loro un po’ di tempo solo per questo. Certo che potete farlo in momenti diversi o anche per molto più tempo se lo avete, ma in giornate impegnative, non rinunciate perlomeno a questo momento di attenzione, così che il bambino vi veda sempre coinvolti e percepisca  che anche per voi la loro giornata a scuola ed il loro rendimento sono importanti quanto tutto il resto.
  5. LORO NON SONO NOI: questo è l’errore che commettiamo in tanti. Vogliamo il meglio per loro e spesso prendiamo decisioni arbitrariamente senza coinvolgerli, senza chiedere. Questo può andar bene da un certo punto di vista:  valori, regole, doveri da insegnare e su cui guidarli e supportarli. E’ importante però non sostituirci a loro, non aspettarci che loro ci compiacciano in tutto e si comportino come faremmo noi. Loro non sono noi; sono delle piccole persone, con un proprio carattere, dei propri gusti e un loro modo di pensare, desiderare e sognare. Non spegnete questo aspetto perché è ciò che li rende unici! Perché allora non provate a far scegliere loro il colore della cartella (voi valutate magari prezzo e robustezza), lasciate che decidano con che stile di abbigliamento vestirsi e magari dedicate una o due giornate a fare shopping “con” loro, non “per loro”. Si sentiranno grandi, si sentiranno presi in considerazione e si relazioneranno con voi sempre più per come li trattate.

Fare shopping può diventare un momento divertente e volendo non avete più nemmeno bisogno di uscire di casa se avete poco tempo. Adesso poi è il momento giusto per lo shopping, perché trovate tante nuove collezioni per tutte le tasche e milioni di offerte dedicate proprio al mondo scuola. Ad esempio proprio su Privalia – che collabora con me per questo post – trovate un’offerta Back To School che include tantissime campagne: fino al 10 settembre, acquistando dalle campagne con Bollino Back to School, la spedizione avrà il voto di 1 euro e inoltre – con una spesa minima di 30 euro – sarà possibile ottenere fino a 50 euro di buono shopping. (le modalità dettagliate le trovate in questa pagina sul sito Privalia)

Nel frattempo ecco cosa ne pensano Nabiki e Kian del rientro a scuola ( e visto che abbiamo parlato di dar loro un po’ più di spazio, per la prima volta ho lasciato che fossero loro a raccontarvelo a modo loro)

Buon anno a tutti!!!!

Articolo in collaborazione con Privalia 

#privalia #back2school #ilprimodellaclasse #adv

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Ecco i prodotti preferiti di questo periodo: in arrivo… ================================================= VOLETE PIU’ SIMPLYNABIKI? *Venite a …

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Sole, gite all’aria aperta, week-end al mare o in montagna, finalmente è arrivata l’estate e queste sono giornate ed occasioni bellissime a cui noi cerchiamo di non rinunciare mai.
Quando però hai due bambini (di cui una con la pelle sensibile e bianco latte che si brucia persino le dita dei piedi) diventa importantissimo trovare prodotti efficaci per proteggersi dal sole; se poi sono pratici e facili da usare.. tombola!

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La situazione tipo di una mamma solitamente è questa:
si arriva in spiaggia o in piscina con mille cose in mano, i bambini saltano giocano, sono impazienti di entrare in acqua, giocare con la sabbia e quando avete finalmente trovato le creme nella borsa, loro sono già belli lontani, bagnati oppure pieni di sabbia.. tipico 🙂
Primo consiglio quindi è anticipare il momento della crema: dopo la colazione, via a lavarsi e vestirsi e dopo aver messo il costume, applicate loro la crema mentre siete ancora in casa… di solito i bambini sono più calmi, le mani sono ancora libere e vi resterà solo da riapplicarla ogni due o tre ore circa.
Prima vi dicevo prodotti facili e veloci da usare… non a tutti i bambini infatti piace mettere la crema (specie se sottraggono tempo al gioco).

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I miei due bimbi sono molto diversi fra loro: Nabiki non ama la crema, le dà fastidio la sensazione di appiccicaticcio che alcuni prodotti possono lasciare, non vuole farsi spalmare nulla e vuole metterci meno di dieci secondi.
In questi giorni quindi ho utilizzato su di lei lo Spray Anti-Sabbia di Garnier Ambre Solaire con spf 50.
Agito la bomboletta, le chiedo di mettersi davanti a me e vaporizzo il prodotto in pochissimi secondi… non devo spalmare, non è unto e protegge da raggi UVA, UVB e UV lunghi e, udite udite, non lascia appiccicare la sabbia (niente cotoletta quest’anno ;-)).. in più è resistente all’acqua, quindi… bingo!

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Kian è completamente diverso… lui si siede fra le mie gambe e vuole che io gli spalmi la crema con calma, controlla che la metta bene ovunque e in realtà questo momento per lui è una forma di coccola… Ho quindi usato su di lui lo stesso prodotto ma in versione Latte Pelle Bagnata. Protezione sempre alta e resistente all’acqua, ma con una texture fluida e facile da stendere… si assorbe in pochissimi secondi e resiste all’acqua ben 80 min, con il vantaggio poi di poterla riapplicare anche a pelle bagnata e senza doverlo asciugare prima…. Una meraviglia!

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Mi raccomando: non dimenticate di applicare la crema più volte durante la giornata e se necessario anche di far indossare ai bambini un cappellino o una maglietta specifica per sole e acqua (è una delle buone norme per l’esposizione al sole dei bimbi che Garnier promuove assieme alla Lega Europea contro il Cancro).Nabiki e Kian indossano quasi sempre un cappellino se sono fuori dall’acqua, ma a lei soprattutto vaporizzo un po’ di crema anche sulla riga dei capelli perchè la sua pelle è molto bianca e davvero sensibile.. In ultimo.. parlate e spiegate.. l’informazione e il dialogo fanno parte dell’educazione e dei comportamenti che i nostri bimbi adotteranno: non abbiate paura di spiegare perché la crema è importante, cosa può succedere se non si proteggono e se come i miei, in questo periodo frequenteranno dei camp estivi passando giornate all’aria aperta, non dimenticate che il sole batte anche in città!

image4#EspertiDelSole #Garnier #GarnierAmbreSolaire #protectyourfuture
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Vi aspetto sabato 27 maggio dalle 16 alle 19 presso le profumerie Beauty Star di Saronno in Corso Italia 66. Ci sarà un rinfresco, il dj set, aperitivo, un servizio …

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Dettagli incontro: Mercoledì 10 Maggio dalle ore 18 alle ore 20 presso Profumerie Rossi Via S.Stefano, 9 REGGIO EMILIA Vi aspetto insieme a Davide Frizzi e al …

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Con il mese di marzo e la primavera alle porte mi viene sempre voglia di cominciare a sfruttare meglio ponti e week-end per regalare ai bambini delle esperienze uniche da ricordare e occasioni di divertimento.

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Per pianificare gite fuori porta e piccole vacanze, io ripenso ai posti in cui siamo già stati, quelli in cui vorrei ritornare e in quali di questi i bambini si sono divertiti per la maggiore (questo mi aiuta a ricordare luoghi che magari nella frenesia di tutti i giorni dimentico e che invece sono assolutamente da tener presenti per occasioni come quelle di cui vi parlo)

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Fra le gite fatte lo scorso anno, sicuramente l’Isola d’Elba è stata quella che i bambini ricordano maggiormente, non solo per la compagnia (eravamo infatti in viaggio con un gruppo di famiglie e bimbi con cui abbiamo condiviso l’intera esperienza e con cui abbiamo stretto amicizia che continua anche oggi) ma perché le cose che abbiamo fatto, che abbiamo visto , che abbiamo vissuto, sono state davvero tante e tutte estremamente coinvolgenti.

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Si potrebbe pensare che il mese di Marzo ed Aprile siano ancora freddini per programmare una gita al mare e invece, nel caso dell’Isola d’Elba, niente può essere meno vero.

Il clima è molto ventilato, ma anche mite e le cose da fare sono talmente tante, che quasi una giornata al mare o in spiaggia sarà solo una delle innumerevoli possibilità che potrete offrire ai vostri piccoli per divertirsi.

Nabiki e Kian ancora oggi parlano con entusiasmo e ormai “romanzandone” i particolari, dell’esperienza nelle miniere, dove indossando caschetti e muniti di torce, hanno scoperto cosa sia la magnetite e come vivevano e lavoravano i minatori del passato.

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Il villaggio dell’Innamorata dove abbiamo alloggiato è nelle loro storie tra tuffi in piscina, cene, risate e colazioni all’alba sulla spiaggia, così come il viaggio in nave (che per loro è stata una prima volta)

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Se non lo avete letto quindi vi lascio qui il link del racconto di questo viaggio, per offrirvi uno spunto ora che si avvicinano le vacanze di Pasqua o come occasione per un week-end lungo o una vacanza (non è necessario avere un’intera settimana a disposizione, noi abbiamo visitato l’isola in 4 giorni riempiendo alla perfezione le giornate ;-))

Se poi volete ancora più informazioni, potete visitare il sito del turismo elbano qui: Turismo Isola d’Elba

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Quando un anno fa abbiamo deciso di prendere un cagnolino, per noi è stata una scelta ragionata e consapevole. Un cane è un impegno: certo sappiamo che quello più “gettonato” è il portarlo fuori almeno due o tre volte al giorno, in realtà però è ben più di questo. Significa essere pronti ad accudirlo per i successivi 10-15 anni, significa accogliere un nuovo esserino nella propria famiglia, spendere per nutrirlo, curarlo se necessario e cambiare anche alcune delle proprie abitudini e comodità. Non si può pensare che vada bene solo quando ci guarda con gli occhioni teneri, quando obbedisce ai nostri comandi o quando abbiamo voglia di coccole… Un cane diventa a tutti gli effetti un membro della famiglia, lui per primo si sente così e ci offre ogni giorno il proprio affetto in maniera incondizionata… Mi sembra il minimo ripagarlo con le stesse attenzioni, lo stesso amore e lo stesso rispetto. Per questo anche nelle giornate fuori casa, nei week-end e nelle vacanze, anche il cane viene con noi… Non lascerei mio figlio a casa da solo mentre io sono al mare, perché dovrei fare lo stesso con il mio cane?

16864421_1374261785991757_3946213197808639372_nDifficile però farlo capire a fondo anche a due bambini di 6 ed 8 anni che- come probabilmente è anche naturale che sia – guardano alla piccola Aiko più come ad un compagno di giochi che ad una piccola “sorellina” di cui avere cura e rispetto. Aiko è piccola.. va addestrata, abituata a comportarsi fuori e dentro casa e non sempre è facile, anzi spesso è ancora una sfida… a volte sarebbe più facile lasciarla a casa mentre usciamo… a volte sarebbe più facile lasciarla a casa o con qualcuno per un viaggio…insomma, lo sappiamo: non tutte le strutture accettano i cani, quindi non si può andare ovunque senza aver programmato, bisogna pensare al viaggio, al soggiorno, alle cose da portare via, alle vaccinazioni, a come organizzarsi sul posto.. insomma è solo un “problema”, una seccatura in più no?

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Per quello quando mi hanno proposto di andare a vedere in anteprima Ozzy Cucciolo Coraggioso (Nabiki mi ha fatto guardare il trailer tipo cinquanta volte prima di andare al cinema) ho deciso di andare tutti insieme come spunto anche per i bambini e per farli riflettere in maniera giocosa sull’argomento. La trama infatti è questa: Ozzy, cucciolo di beagle, viene lasciato dalla famiglia in partenza per un viaggio, in quella che dovrebbe essere una pensione di lusso per cani . In realtà la struttura si rivela un vero incubo, un carcere canino da cui Ozzy e alcuni amici conosciuti sul posto, decideranno di scappare. Ovviamente non vi svelo troppi dettagli né il finale per non rovinarvi la visione, ma vi consiglio di portare i vostri bambini.

16938543_1295943943819367_170831605072494788_nIl film è davvero carino: un bel ritmo, belle animazioni e la storia non è affatto pesante, noiosa o spaventosa (è quindi adatto anche per i più piccini) Insomma una bella storia.. ed un bel risultato perché il primo commento dei bambini uscendo è stato che Aiko non starà mai senza di noi! Aprendo la porta di casa quella sera, abbiamo acceso la luce e una piccola pallina di pelo bianca ci è corsa incontro scodinzolando a più non posso.. i bambini l’hanno abbracciata e baciata come sempre e lei saltellava loro intorno come se non li vedesse da mesi, pronta come sempre a dimostrare affetto e amore senza chiedere niente in cambio. L’amore non si insegna, viene dal cuore, ma possiamo invece far capire ai nostri bambini cosa sia il rispetto per gli animali e come farli vivere sempre nello stesso amore che loro ci regalano: insieme.

*Post in collaborazione con Eagle Picture

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Ecco il video sugli acquisti per me e per la casa fatti di recente. Spero vi piaccia o vi dia qualche spunto interessante. ciao! Prodotti citati: in arrivo.

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Ecco i prodotti terminati dell’ultimo periodo. Prodotti citati: in arrivo… ================================================= VOLETE PIU’ …

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Si, avete letto bene… chiamatemi pure apprensiva, ma non mi vergogno nell’ammettere che sono stata e – per tanti versi ancora sono – una mamma che si preoccupa per i propri figli.. a volte di sicuro lo faccio in maniera che potrebbe risultare probabilmente eccessiva per alcune persone, ma come si dice in inglese “better safe than sorry” e per la nostra famiglia ha sempre funzionato egregiamente …

Mi è capitato di vedere mamme e papà troppo distratti anche in situazioni non proprio “sicure” : un esempio sono  mamme/papà/parenti vari che ancora non allacciano i bambini con la cintura quando viaggiano in macchina… quando mi capita, il mio senso di “responsabilità materna” ribolle, ma soprattutto rimango perplessa… insomma, un figlio è la cosa più importante per qualsiasi genitore e c’è ancora chi non lo allaccia al seggiolino…

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Ci sono sicuramente responsabilità genitoriali (o, come nel caso della cintura, meglio irresponsabilità) che non ammettono ignoranza e sono certa che siete fra quelli che leggendo saranno scandalizzati tanto quanto me. Poi però ci sono distrazioni, coincidenze e situazioni in cui la nostra responsabilità arriva solo fino ad un certo punto ed evitare piccoli disastri richiede mille occhi, bambini molto ubbidienti e sempre appiccicati alle nostre mani.. e sappiamo benissimo che nella vita reale non è possibile… banalmente anche solo per il fatto che è giusto che facciano le loro esperienze, che imparino crescendo ad essere responsabili, a staccarsi gradualmente sempre più da noi e imparare a camminare con le proprie gambe…

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Quante volte al supermercato, in un parco di divertimento, su una spiaggia o in un qualsiasi luogo pubblico avete sentito di genitori che non trovano più il figlio e per qualche ora vivono momenti di terrore puro senza sapere dove si trovi, o annunci del tipo “è stato ritrovato un bambino di nome Pierino… indossa maglietta x, pantaloni y e ha tot anni.. la mamma è attesa al punto informazioni”…

Mi sono sempre chiesta… ma come diavolo si fa a perdere un bambino????? insomma… basta tenerlo sempre sott’occhio, guardarlo costantemente…

eh no!  non è così semplice… no, perché loro ci mettono il proprio impegno.. pur essendo ubbidienti amano correre, sono impazienti di arrivare alla giostra anche se ci sono ottomila persone, sono bassi e quindi bastano pochi passi senza la mano per perderli di vista…la vostra amica, la nonna, il vicino vi fanno una domanda proprio mentre loro si allontanano (un secondo… un solo secondo), oppure – cosa che è la realtà di tanti – il fratello o la sorella più grande o più piccola si stanno ammazzando facendo qualcosa di pericoloso e mentre salvate un disastro, un altro sta per compiersi senza che voi possiate dividervi in due…

ok… sono situazioni un po’ drammatiche, ma ahimè vere.. e senza arrivare a questo o senza pensare alle migliaia di cose brutte che accadono al mondo, basta banalmente la prima gita scolastica a mandare in panico noi mamme e papà 😉 oddio,vanno in pullman.. saranno arrivati?.. staranno bene?… il nonno si sarà ricordato di andarli a prendere all’ora giusta?…

Ecco, sono quindi una mamma apprensiva… ma è sinonimo di attenzione, di amore, di interesse verso qualcosa di così importante e non mi vergogno quindi di essere così… cerco solo di far sì che questo non diventi un limite per loro e fonte di ansia per me.

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Nelle scorse settimane mi hanno chiesto di testare un paio di scarpine uscite da poco sul mercato con tecnologia GSP.  Potevo dire di no con la premessa che vi ho fatto? no, certo..

Oggi quindi, a distanza di qualche settimana, vi racconto un po’ meglio di cosa si tratta e della mia esperienza diretta.

Le scarpe si chiamano Tikimo e contengono un trasmettitore GPS sotto la soletta in grado di trasmettere la propria posizione via satellite di farla leggere tramite una app dedicata sul proprio cellulare.

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Ma come funzionano?

La confezione contiene un piccolo trasmettitore da installare sotto la soletta… l’installazione è in effetti molto semplice.. sollevate la soletta ed inserite il trasmettitore (che ha anche una batteria integrata) nel verso corretto (all’interno della scatola c’è un foglietto con le istruzioni in disegno molto semplice da seguire)

Il trasmettitore è solo in una delle due scarpe e non in entrambe. Per far si che possa funzionare, la scarpa va caricata alla corrente per caricare la batteria. Il tutto è di una semplicità disarmante, perché il connettore tra filo e scarpa è magnetico e quindi basta avvicinarlo per far sì che si agganci ed inizi a caricare. Questa però è la cosa che da utilizzatrice trovo anche più “fastidiosa”, perché nel tempo bisogna ricordarsi di caricare la scarpa, va fatto ogni sera e sicuramente sarebbe fra le prime cose di cui mi dimenticherei (butto qui quindi un’idea per qualcosa di diverso.. che ne so, magari una base di ricarica o qualcosa su cui basti appoggiare le scarpe al rientro per far si che si carichino da sole senza doverle collegare con un filo)

La scarpa è pronta al mattino dopo per essere utilizzata.

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E sul telefono?

Si inizia scaricando la app Tikimo. Ci si registra scegliendo un nome utente ed una password e poi è sufficiente associare la app con la scarpa, facendo leggere il codice QVR riportato sul trasmettitore. In questo modo la scarpa sarà “rintracciabile” in maniera protetta e sicura.

Confesso che io ho avuto un po’ di difficoltà inizialmente, quindi non è un’operazione che farei fare ad una nonna di una certa età ad esempio (anche in questo caso si potrebbe semplificare e migliorare questa parte)… mio marito invece ha installato tutto al primo colpo… ehm… gli uomini tecnologici 😉

La app è fatta molto bene e trasmette in maniera precisa la posizione della scarpa e quindi del bambino che la indossa. C’è un certo piacere nel vedere quel puntino sullo schermo che vi dice esattamente dove si trova il vostro bimbo (anche se magari voi già lo sapete) ed è una sensazione in qualche modo tranquillizzante.. e dato che il sistema è stato inventato anche e soprattutto per ragioni di sicurezza, una delle funzioni che ho trovato estremamente intelligente, è che viene segnalato persino se vengono tolte le scarpe (quindi se per qualsiasi motivo venissero  sfilate voi non solo lo sapreste, ma in questo caso il sistema tiene memorizzata anche ora e posizione in cui viene fatto)

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Le scarpe poi sono davvero belle e robuste, ma nello stesso tempo confortevoli e flessibili per il piede in crescita dei nostri bimbi. A Kian sono piaciute molto e quando gli ho chiesto se in qualche modo sentiva fastidio sotto il piede per il trasmettitore ad esempio, mi ha risposto di no e che sono molto comode.

Una bella novità quindi nel mondo dei bambini che sono certa molte di voi apprezzeranno.

Se volete maggiori informazioni trovate tutto sul sito ufficiale: Tikimo

 

 

 

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Giocare è il lavoro dei bambini, Si, certo, ci sono anche scuola e compiti, molto importanti se avete i bambini in età scolare come me, ma giocare, beh, giocare è un’altra cosa…

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Giocare permette ai bambini di imparare, di sognare, di relazionarsi con gli altri; li aiuta a esorcizzare alcune paure e li porta in mondi che noi nemmeno più ricordiamo. Tramite il gioco rafforzano le proprie capacità e crescono diventando persone serene e sicure ed è quindi importante che il momento del gioco sia possibile, libero, costruttivo e il più possibile vario…

image4-2I bambini non andrebbero mai costretti in uno specifico gioco e devono sentirsi liberi di cambiare, di scegliere e perché no, di usare giochi “consueti” in maniera fantasiosa.

Da mamma quando li scelgo io mi preoccupo soprattutto che il gioco sia robusto, sicuro e che possa stimolarli in qualche modo.. per il resto tutti sono bene accetti.

Qualche settimana fa insieme ad un gruppo di mamme blogger (e relativi bimbi) siamo andati per la prima volta a G come Giocare, ospiti di Globo giocattoli  per scoprire il loro universo e passare una giornata giocando insieme.

image2-2Di tutte le linee Globo – credetemi ne hanno davvero tante per tutti i gusti – quella che ha affascinato di più sia me che Nabiki è stata Sbelletti.. sono nata come beauty blogger e Nabiki mi vede filmare i video su trucchi e capelli. Come potevamo non cadere nella tentazione dei kit make-up e nelle perline per capelli?

Io stessa (sai sono una mamma responsabile e devo per forza provare i giochi che dò a mia figlia… ahahahahaha… ok la scusa però era perfetta!) mi sono fatta infilare perline colorate fra i capelli con la macchinetta e non contenta l’ho persona acquistata direttamente in fiera perché secondo me la possiamo usare tranquillamente anche noi grandi 😉 è davvero facilissima e divertente!

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Oltre a quella ho preso anche un kit make-up per bambine a forma di telefono cellulare con dentro lipgloss colorati, blusa rosa e ombretti da usare in sicurezza anche alla loro età.

image2-4Per entrambi ho speso meno di 20 euro in totale e questa è un’altra cosa che mi ha entusiasmato della linea Sbelletti ed in generale dei giocattoli Globo. Spesso infatti ci sono giocattoli di scarsa qualità che costano tantissimo per il semplice fatto di essere la moda del momento; i giocattoli Globo invece non solo sono di ottima qualità, ma hanno un costo di prima fascia, perché per Globo i giocattoli non devono essere solo belli e sicuri, ma anche accessibili a tutti.

Meravigliosa questa filosofia perché giocare non dovrebbe essere un sogno per nessun bambino, bensì una possibilità di tutti.

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Inutile dire che Kian invece si è perso fra le costruzioni in legno e le macchinine telecomandate… addirittura ne abbiamo pilotata una capace di correre anche in verticale sui muri grazie ad un piccolo motore tipo aspirapolvere che la tiene adesa alla parete.. rideva come un matto… e cosa c’è di più bello per una mamma che vedere il proprio figlio ridere di gusto mentre gioca? …già, nulla.

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Un bella scoperta quindi: una linea di giocattoli italiana con un rapporto qualità prezzo fra i migliori sul mercato e con un’offerta talmente ampia da offrire linee giochi per i primi mesi alle macchinine telecomandate, dai kit artistici con lavagnetta e colori, alle valigette make-up.

Ad oggi come marca, Globo Giocattoli include più brand specializzati in fasce di età diverse e tipologia diversa di giocattoli.

Sbelletti: è la linea dedicata alle bimbe per trucchi e accessori capelli.. insomma per tutte le fashioniste in giro 😉

Spidko: per chi ama i motori e la velocità con le sue piste e le macchinine telecomandate

Vitamina G: la linea per i piccoli che li aiuta ad imparare e stimolare nuovi sensi in sicurezza

Family Games: i giochi in scatola da fare insieme ad amici o in famiglia

Bimbo: per chi ama le bambole

Cubix: per le promesse dell’edilizia e dell’architettura che vogliono cubi e cubi per costruire

Legnoland: i giocattoli in legno che piacciono ai piccoli e ai grandi

e molte altre ancora…

E la maggior parte di questi giocattoli non supera i 15-20 euro.. direi che ora che si avvicina il Natale è forse il momento migliore per sapere che per sorprendere i nostri bambini non abbiamo nemmeno bisogno di spendere un capitale. Belli, robusti, sicuri ed accessibili. Devo dirvi altro?

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Sono una persona emotiva, vivo di sensazioni e sentimenti e spesso le cose che vedo e che sento mi spingono a ragionamenti e riflessioni.

E’ il caso dell’ultimo film di animazione che ho visto in compagnia dei bambini: Rock Dog (se volete leggere la storia vi consiglio la pagina ufficiale del film).

Invitati all’anteprima, ho colto l’occasione per trascorrere una serata tutti insieme e fare qualcosa di diverso nella solita routine settimanale (l’anteprima si è svolta di lunedì sera e normalmente la scuola il giorno dopo significa: ore nove, a letto)

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I bambini si sono messi tutti insieme qualche fila avanti rispetto a noi e li sentivo chiacchierare dei loro soliti discorsi buffi… si , di quelli che quando li ascolti sorridi divertito tra te e te per come sembrano grandi, per i ragionamenti che ti accorgi che anche loro riescono a fare e per il modo buffo in cui la loro visione delle cose è talmente diversa dalla nostra.. senza malizia, costruzioni inutili, diplomazia..

Il film è la storia di Bodi, cane pastore che segue distrattamente le orme del padre. Lui lo vorrebbe guardiano di un gregge di pecore perché… perché lui lo è, perché da generazioni si fa così, perché è naturale che questo sia il suo destino… fino a quando Bodi scopre per caso la passione per la musica e decide di inseguire un nuovo sogno: il suo sogno.

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E così seduta sulle poltrone di quel cinema mi trovo a pensare: Quante volte abbiamo commesso l’errore di pensare al posto loro? di crearci aspettative per il loro futuro senza ricordare che i nostri bambini sono delle persone? … piccole, è vero, ma pur sempre delle persone e come tali non sono noi; possono voler essere tutt’altro rispetto a quello che noi abbiamo immaginato per loro.

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Su quella poltrona mi sono ritrovata a pensare cosa significhi crescerli al meglio e per me aiutarli a crescere significa anche saperli aiutare a trovare la loro strada, insegnare loro a pensare, a sfidare la vita, a sfidare sé stessi alla ricerca della propria felicità e soprattutto lasciarli camminare con le proprie gambe.

Forse questa è la cosa più difficile per noi genitori perché fin da quando sono nati (e spesso anche prima mentre li immaginavamo con noi) ci siamo riempiti di aspettative e le aspettative sono pericolose… fanno male a noi, ma fanno male soprattutto a loro.

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E’ davvero bello il messaggio del film (in aggiunta alle musiche dei Foo Fighters per cui vi troverete a battere ritmicamente il piede sgranocchiando pop corn;-)) : aiutiamo  i nostri bambini a trovare la propria strada, ad inseguire le proprie passioni ed i propri desideri e allo stesso tempo lasciamo che possano viverli, crescendo come persone nuove, complete e soddisfatte di quello che sono.

Alla fine, nel mio caso, vederli realizzati è il più grande sorriso del mio cuore ed il più grande “grazie” che potrebbero mai regalarmi.

 

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