Travel
In viaggio con me alla scoperta del mondo!

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Con il mese di marzo e la primavera alle porte mi viene sempre voglia di cominciare a sfruttare meglio ponti e week-end per regalare ai bambini delle esperienze uniche da ricordare e occasioni di divertimento.

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Per pianificare gite fuori porta e piccole vacanze, io ripenso ai posti in cui siamo già stati, quelli in cui vorrei ritornare e in quali di questi i bambini si sono divertiti per la maggiore (questo mi aiuta a ricordare luoghi che magari nella frenesia di tutti i giorni dimentico e che invece sono assolutamente da tener presenti per occasioni come quelle di cui vi parlo)

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Fra le gite fatte lo scorso anno, sicuramente l’Isola d’Elba è stata quella che i bambini ricordano maggiormente, non solo per la compagnia (eravamo infatti in viaggio con un gruppo di famiglie e bimbi con cui abbiamo condiviso l’intera esperienza e con cui abbiamo stretto amicizia che continua anche oggi) ma perché le cose che abbiamo fatto, che abbiamo visto , che abbiamo vissuto, sono state davvero tante e tutte estremamente coinvolgenti.

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Si potrebbe pensare che il mese di Marzo ed Aprile siano ancora freddini per programmare una gita al mare e invece, nel caso dell’Isola d’Elba, niente può essere meno vero.

Il clima è molto ventilato, ma anche mite e le cose da fare sono talmente tante, che quasi una giornata al mare o in spiaggia sarà solo una delle innumerevoli possibilità che potrete offrire ai vostri piccoli per divertirsi.

Nabiki e Kian ancora oggi parlano con entusiasmo e ormai “romanzandone” i particolari, dell’esperienza nelle miniere, dove indossando caschetti e muniti di torce, hanno scoperto cosa sia la magnetite e come vivevano e lavoravano i minatori del passato.

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Il villaggio dell’Innamorata dove abbiamo alloggiato è nelle loro storie tra tuffi in piscina, cene, risate e colazioni all’alba sulla spiaggia, così come il viaggio in nave (che per loro è stata una prima volta)

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Se non lo avete letto quindi vi lascio qui il link del racconto di questo viaggio, per offrirvi uno spunto ora che si avvicinano le vacanze di Pasqua o come occasione per un week-end lungo o una vacanza (non è necessario avere un’intera settimana a disposizione, noi abbiamo visitato l’isola in 4 giorni riempiendo alla perfezione le giornate ;-))

Se poi volete ancora più informazioni, potete visitare il sito del turismo elbano qui: Turismo Isola d’Elba

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Era tantissimi anni che non tornavo all’Isola d’Elba.

L’ultima volta che ci sono stata avevo vent’anni: vacanza con amici, pieno Agosto (ergo caos ovunque). Allora bastavano la spiaggia di giorno, un falò alla sera e dei locali in cui ascoltar musica e far chiacchiere con gli amici. Non era la prima volta che visitavo l’isola d’Elba e per fortuna non è stata nemmeno l’ultima…

Sì, perchè visitare l’isola per una vacanza con i miei bambini è stato come se non l’avessi mai vista prima…

Ci siamo stati per il ponte del 2 Giugno. Quest’anno cadeva alla perfezione: 4 giorni di vacanza in cui rilassarsi e dedicarsi completamente a loro.

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Per noi che siamo di Milano arrivare a Piombino per l’imbarco richiede circa 4 ore di macchina, ma una volta saliti a bordo del traghetto la traversata dei dieci km, che separano l’isola d’Elba dalla costa, è piuttosto veloce (circa un’oretta). Noi abbiamo scelto una nave Moby e ci siamo trovati benissimo: oltre ad essere comoda, c’è il bar con bibite e panini e addirittura un’area giochi attrezzata con palline e saliscendi in cui Nabiki e Kian sono stati tutto il tempo mentre noi sorseggiavamo una bibita fresca, godendoci il mare come panorama (inizio promettente :-))

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SOGGIORNO:

Noi abbiamo soggiornato Al Villaggio dell’Innamorata: a pochi km da Capoliveri, è una struttura che offre appartamenti completi di tutto ed organizzato proprio come un mini villaggio. In più ha il vantaggio di offrire sia spiaggia che piscina… il ristorante per la colazione o le cene è direttamente a bordo mare, il che lo rende estremamente romantico ed è in una posizione comoda anche se volete dedicarvi all’esplorazione dell’isola oltre che al relax in acqua 😉

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PERIODO:

L’isola d’Elba nei mesi di Maggio e Giugno è già in pieno fermento e ci sono davvero mille cose da fare, con il vantaggio però di non essere caotica come a Luglio ed Agosto. Inoltre non è da sottovalutare il fatto che la temperatura è ancora sufficientemente fresca per gite, visite ed attività sportive… e credemi, qui non c’è che l’imbarazzo della scelta per grandi e piccini.

E se come noi avete dei bambini, dall’8 maggio al 21 giugno 2016, l’Isola d’Elba ospita ElbaKids: un calendario pieno di eventi dedicati ai bambini tra giochi, natura, sport, musica, spettacoli, eventi e laboratori che potete consultare su http://www.visitelba.info il sito ufficiale del turismo elbano.

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COSA FARE/COSA VEDERE:

Le cose da fare in quest’isola sarebbero veramente molte e questa è una delle cose che ci ha piacevolmente sorpresi. Noi abbiamo optato per un mix di relax, cultura, attività, scoperta gastronomica e dei luoghi e storia.

Si ok, ma che cosa abbiamo fatto in quattro giorni?

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– RELAX :

Beh… in questo caso, mare. Le spiagge sono veramente moltissime. Alcune sono delle piccole calette in cui stendere l’asciugamano al mattino e rialzarsi solamente quando cala il sole (se volete potete leggere l’articolo di Riccardo ed Emanuela, due dei simpaticissimi compagni di viaggio e blogger di Bravibimbi.it per le spiagge da non perdere) . Oltre alla spiaggia dell’Innamorata presso cui abbiamo soggiornato,, noi siamo stati anche alla spiaggia del Remaiolo, sulla Costa dei Gabbiani.  La spiaggia non è facilissima da raggiungere in auto perché bisogna percorrere un tratto finale di strada sterrata, ma è all’interno di una riserva faunistica bellissima per chi ama le passeggiate o se ad esempio siete appassionati di mountain bike.Screen Shot 2016-06-14 at 22.23.51

 

Oltre alla spiaggia, ad attendervi c’è una bellissima pineta ombreggiata ed un ristorante in cui mi son tolta lo sfizio di una gigantesca grigliata di pesce ;-P Deliziosa

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– ATTIVITA’

Anche in questo caso c’è più di una opzione e sul sito dell’ente del turismo elbano trovate tantissime cose da fare. Noi abbiamo visitato la Miniera del Ginevro perché è perfetta anche per i bambini più piccoli e perché è una di quelle classiche cose che non dappertutto si possono vedere e vivere.

Questa è stata una delle attività che più ha entusiasmato Nabiki e Kian che, armati di torcia e caschetto, hanno esplorato le gallerie imparando tantissime cose sul lavoro dei minatori, su quanto fosse duro e faticoso e hanno potuto raccogliere la magnetite, il minerale “coltivato” in questa miniera (eh si, perché abbiamo imparato anche questo.. la terminologia corretta da usare per questo tipo di estrazione)

La miniera è una vera e propria riserva di magnetite; è ufficialmente sospesa e non chiusa e viene considerata la più importante in Italia, riserva strategica dello Stato… ancora prima di entrare potete trovare ovunque piccoli sassi di minerale che avvicinati ad una bussola (noi abbiamo provato con l’app del cellulare e funzionava anche così) la fanno impazzire, provocando meraviglia e divertimento nei bambini.

Kian è appassionato di rocce e minerali per cui per noi questa e la visita al museo mineralogico di Rio Marina sono state tappe obbligatorie 😉

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– SCOPERTA DEI LUOGHI e CULTURA:

Noi abbiamo trascorso una giornata a Marciano Marina, un bellissimo borgo sul Monte Capanne. Qui vicoli e stradine si alternano in continuazione, creando scorci meravigliosi e portandovi verso negozietti e botteghe artigianali ricchi di prodotti locali e manufatti del posto. Qui ho comperato delle marmellate buonissime con dei gusti molto particolari e realizzate interamente con prodotti coltivati sull’isola.

Mentre noi scoprivamo la cittadina, i bambini hanno fatto un laboratorio su fiori, piante ed animali alla Casa del Parco, un centro di divulgazione sulla natura elbana che ne promuove la conoscenza in maniera facile e ludica per i più piccoli.

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– STORIA:

A Portoferraio abbiamo assistito, anzi no, abbiamo vissuto e toccato con mano, la rievocazione storica dell’arrivo di Napoleone, gli accampamenti e la vita dei soldati, avvicinando in questo modo i bambini a cose che normalmente verrebbero considerate più “noiose” e che qui invece hanno un sapore diverso, perché affascinano, perché stupiscono…

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Insomma una vacanza entusiasmante , condita da assaggi di vino locale, buona cucina e persone meravigliose, come i nostri compagni di viaggio, ma anche le guide conosciute sul posto che voglio ringraziare per la disponibilità, ma anche per la passione e l’entusiasmo nel farci conoscere quest’isola meravigliosa.

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Screen Shot 2016-08-31 at 11.13.42 La nostra avventura inizia con il ritiro della compagna di viaggio: una Citroen C4 che abbiamo subito provveduto a caricare al massimo.

La macchina è comoda per quattro persone (noi abbiamo aggiunto anche il cane perchè non ci facciamo mancare nulla); il bagagliaio è molto capiente e profondo per cui siamo riusciti ad infilare tutte le valigie.. e sapete quanto io tenga per la mia organizzazione a poterle disporre in maniera tale che siano ordinate, ben visibili e soprattutto non schiacciate e sicure.

Il vano poi ha una sorta di doppio scomparto; basta alzare il fondo e c’è ancora spazio per aggiungere diverse cose. Noi abbiamo messo i giochi da spiaggia, le borse snack dei bambini, i teli mari e altre piccole cose che solitamente portano sempre via un sacco di spazio inutilmente… perfetto!

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Il viaggio fino a cervia è stato piacevole.. musica in macchina e aria condizionata, quindi anche per noi che normalmente siamo abituati ad una monovolume più grande è stato comunque piacevole.

Cervia è meravigliosa! Era la prima volta che andavamo con i bambini ed è una località ridente e piena di attrattive per grandi e piccini.

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Per un bambino nato e cresciuto in città, il contatto con la natura è sempre un’esperienza emozionante. Durante l’anno sono talmente pochi i momenti in cui riescono a viverla davvero, che alla domanda “di che colore è la mucca?” non c’è da stupirsi se alcuni di loro rispondono “è viola!” (sì, credetemi, è successo davvero!)

L’educazione – per quel che mi riguarda – inizia proprio da loro e significa anche insegnare e mostrare loro cose semplici, che troppo spesso diamo per scontate, che abbiamo dimenticato, soprattutto nella vita che conduciamo oggi. Ad esempio da dove arriva il cibo che trovano sulla tavola ? (no amore, non cresce sullo scaffale del supermercato…) e che ci sono differenze che vanno apprezzate, valori che vanno preservati e persone che lavorano duramente e con passione per tutto questo.

Un paio di settimane fa quindi abbiamo preparato le valigie e ci siamo messi in macchina. Direzione: Rural Festival, un evento ed un ‘esperienza che consiglio a tutti, figli o meno.

Di cosa si tratta?

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Il Rural Festival si svolge da qualche anno (più o meno il primo fine settimana di settembre) nel bellissimo panorama del Parco Barboj a Lesignano de Bagni, in provincia di Parma.

E’ una manifestazione aperta a tutti, totalmente gratuita, in cui scoprire ed assaggiare prodotti artigianali locali, alla scoperta del patrimonio rurale della zona.

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L’idea nasce dall’impegno da parte di agricoltori e allevatori della zona di far assaggiare e soprattutto conoscere i propri prodotti (pensate che quasi tutte le aziende ed i poderi coinvolti sono aperti e visitabili gran parte dell’anno e non solo in occasione di questa manifestazione).

Sono circa una ventina le aziende – disseminate tra le province di Parma e Reggio Emilia – che per queste due giornate allestiscono stand gastronomici offrendo assaggi di prodotti provenienti da antiche razze animali e varietà ortofrutticole, abbandonate da decenni e quasi estinte che, con impegno e passione, sono state recuperate e protette.

Biodiversità, quindi, tutta da gustare ed ammirare per due giornate che sono diventate per noi una vera e propria esperienza.

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Appena arrivati – il parco è fra Langhirano e Traversetolo, immerso nelle colline parmensi – siamo subito rimasti colpiti dall’organizzazione puntuale e curata fin nei dettagli.

Piccole golf car offrono passaggi dal parcheggio all’ingresso, trasportando le persone più anziane o chi ha difficoltà a camminare, in tantissimi tra volontari ed organizzazione, tutti vestiti in maglia gialla offrono indicazioni ed informazioni sulla manifestazione, cartelloni stampati guidano il visitatore alla conoscenza di alberi, animali e prodotti locali ed è possibile godersi momenti di relax riposando su balle di fieno disposte come panchine tra frutti e filari di viti antiche.

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Gli stand gastronomici sono  posizionati nello spazio di una grande stalla ed offrono a tutti i presenti assaggi non stop per due giorni. Insieme ai bambini abbiamo quindi degustato salumi di maiale nero, pane di grano del Miracolo, pappa al pomodoro Riccio di Parma, maltagliati all’uovo di gallina Romagnola, tortel dols, arrosto di tacchino di Parma e Piacenza, formaggi biologici (tra cui il Pionere.. il mio preferito fra tutti, fatto esclusivamente con latte intero biologico) , focaccia di frumento Gentilrosso, cipolla Borettana, succo fresco di uva malvasia odorosissima, torta di di prugna Zucchella e molto altro ancora.

(By the way.. Fra, questa sì che si può chiamare “pappa al pomodoro”…:-))

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Bellissimo mangiare seduti con il sole che ti scalda il viso, i bambini che corrono sereni e liberi sui prati e che incuriositi da tutto quello che li circonda ti fanno mille domande, avidi di informazioni e rianimati dalla curiosità per quello che hanno appena scoperto: “mamma, ma quindi anche l’asino fa il latte? guarda è bianco come quello della mucca!”… “mamma, ma quanti pomodori diversi esitono?!?! ce ne sono tantissimi!!!”…

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Ma il Festival è anche mestieri e tradizioni: qui il Signor Corradi mostra ai bimbi come da quattro generazioni lui e suo figlio battono il ferro e si può salire su trattori veri.. e questi sono speciali, perchè i Landini in mostra sono modelli d’epoca (prodotti tra gli anni Trenta e Cinquanta) che rombano quando vengono accesi e che sono il trofeo da scalare di ogni bimbo.

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Nel pomeriggio abbiamo vissuto un’esperienza davvero speciale: a bordo di un elicottero abbiamo ammirato  questa zona dall’alto. Un paesaggio che toglie il fiato, al centro di una cornice protetta, tra vulcanelli di fango, increspature, calanchi, siepi, boschi di querce e tanto verde a perdita d’occhio. Un territorio, che comprende quello di Rivalta, che ha recentemente ottenuto anche la certificazione a riserva Mab Unesco. Meraviglioso… i bambini sono rimasti a bocca aperta per tutto il tempo (nei prossimi giorni pubblicherò il video di questa esperienza che più che raccontata va vissuta e in cui le immagini trasmettono sicuramente di più delle mie parole)

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Dopo il giro in elicottero abbiamo visitato il parco animali che ospita razze antiche come il maiale nero, la pecora Cornigliese, il cavallo Bardigiano, la gallina Romagnola, la vacca grigia Appeninica e l’ asino Romagnolo. E anche qui ne cito solo alcuni 😉 Per ogni animale un cartello mostra il viso dell’allevatore e un minimo di storia sulle origini e l’utilizzo dell’animale.

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Abbiamo visitato il podere in cui vengono allevati i maiali neri ed imparato la differenza tra allevamento da batteria e allevamento all’aria aperta, dove gli animali sono liberi di grufolare in ampi spazi, rispettando il loro istinto e nutriti unicamente con erba, mais, orzo, frumento, favino, bacche e ghiande.

Certo richiede più spazio, più tempo, più impegno, ma è bello scoprire che c’è ancora chi predilige la qualità alla quantità, la naturalezza ad antibiotici ed OGM, che rispetta i metodi della casa e le tradizioni senza scendere mai a compromessi.

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Ma se non volete aspettare la prossima edizione e volete vivere una vera e propria esperienza, da ottobre dovrebbero essere inaugurate le “capanne” ; chi vorrà entrare in contatto con la vita rurale, potrà soggiornare in una di queste piccole ma accoglienti strutture in legno, svegliarsi al mattino e andare a raccogliere ad esempio le uova ed il latte fresco per la propria colazione, o fare un giro sul dorso di un asinello fra le mulattiere ancora in uso fermandosi fra i campi a fare merenda, oppure aiutare nella raccolta dell’uva durante la vendemmia.

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Una festa di fine estate, quella del Rural Festival, ma non solo. Una vera e propria opportunità per scoprire e riscoprire modi e sapori antichi da molto tempo scomparsi dalle nostre abitudini e varietà alimentari che rischiano di andare perdute.

Prima di chiudere il racconto (lunghissimo lo so, ma abbiamo vissuto talmente tante cose belle che ho voluto farle rivivere un po’ anche a voi) ci tengo a ringraziare e salutare anche Valentina Cipelli del Podere Cristina e Ivano ed Enrichetta che gestiscono la parte di B&B del Podere in cui abbiamo dormito.

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Da Enrichetta ho imparato persino a fare le rose di carta per decorare la tavola e i bambini parlano ancora della buonissima torta di mele e dei biscotti che Ivano ha sfornato per noi a colazione. Un posto meraviglioso e persone splendide che vi consiglio di andare a visitare per una bella gita fuoriporta! Noi sicuramente torneremo presto 😉

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Trovate tutte le informazioni sul Festival e sulle aziende (che vi ricordo potete contattare per organizzare delle visite) a questo indirizzo: Rural Festival

Qui sotto trovate tutte le foto del nostro meraviglioso week-end al Rural Festival

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Un paio di giorni a Madrid per lavoro e poco tempo libero dopo riunioni ed ufficio per scoprire un po’ la città.

Prima di partire per la Spagna mi ero ripromessa di utilizzare al meglio il poco tempo a disposizione per cercare di visitare un po’ Madrid, città in cui non ero mai stata prima e di cui ho sempre sentito parlare.


Viaggiare da soli non è sempre facile e se si è in giro per lavoro, incastrare tutto diventa ancora più complesso…

Così mi sono munita di una piccola valigia (ho rubato a mio figlio il mini trolley di Titti;-)) e di una macchina fotografica compatta; sapevo infatti che avrei dovuto lasciare l’hotel alla mattina ed avrei avuto il bagaglio al seguito prima del volo serale.

L’esperienza concentrata in meno di due giorni mi è piaciuta moltissimo; Madrid è una città splendida e piena di vita. Gli spazi sono ampi ed a misura d’uomo. Nell’aria si respira vita, fermento, ma anche colore e gioia e molti sono i posti che mi sono rimasti nel cuore.

Ho quindi deciso di pubblicare le foto (quelle in cui ci sono anche io sono pochissime e ci sono grazie a persone sconosciute  trovate per strada che si sono gentilmente prestate a farmi qualche scatto. Tassista compreso che mi ha fatto fare un mini tour guidato gratis ;-))

Ho trovato gli spagnoli disponibili e sorridenti, ma attenzione perchè non parlano una parola di inglese, il che rende abbastanza complessa, ma divertente, la visita. Preparetevi quindi 😉

Ma cosa vi consiglio se avete poco tempo? Ecco il mio racconto fotografico…

Chocolateria Valor – Póstigo de San Martin, 7 (Metro Callao)

Dopo essere arrivata ed aver fatto il check-in in hotel, la mia prima tappa è stata per la cioccolateria Valor. Oltre ad essere a due passi dalla Puerta del Sol (una delle zone centrali della città dove passeggiare e scoprire il centro) è considerata anche una delle migliori cioccolaterie della città.


Inutile dirvi che sono golosa (già lo sapete) e visto l’orario merenda, era l’occasione ideale per provare i famosi churros con una tazza di cioccolata fumante (e panna.. già che la facciamo, facciamola bene ;-))

I churros sono simili alle frittelle, ma meno dolci. In pratica sono dei tubi di pastella che i madrileni consumano principalmente a colazione. Mi sono piaciuti, anche se non mi hanno fatto impazzire (impossibili finirli tutti a meno che non vogliate farvi esplodere il fegato).

Notare anche le foto fatte dalla cameriera che gentilmente mi ha anche girato attorno a distanza 😉 Mitica

 

Da qui ho camminato a piedi in direzione della Porta del Sol (e con diverse tappe in vari negozietti per un po’ di shopping e souvenir)

Le vie sono colorate e movimentate e nonostante fossero circa le quattro/cinque di una giornata lavorativa, moltissime erano le persone in giro per negozi.

Una delle cose che vi consiglio è di alzare spesso lo sguardo (questo vale anche per le nostre città dove per abitudine tendiamo a farlo troppo poco)… spostando lo sguardo si possono scoprire dettagli meravigliosi: i decori dei palazzi, dei tetti e vedere la città da un punto di vista nuovo ed insolito.. per me bellissimo.

Per alcuni aspetti, Madrid mi ha ricordato molto Roma, con i suoi palazzi antichi ed imponenti, i contrasti tra vecchio e nuovo, le vie larghissime e spaziose ma piene di confusione e i rimandi storici che si trovano ovunque.

Tappa obbligatoria a Plaza Mayor, una delle più famose e vaste della città e da qui ho proseguito per una decina di minuti verso il Mercato di San Miguel (altro posto in cui a mio avviso è obbligatoria una visita)

Il Mercato di San Miguel è all’interno di un edificio coperto. Oltre ad essere estremamente folcloristico ed interessante è anche il posto ideale per chi vuole mangiare qualcosa senza l’obbligo di sedersi in un ristorante e pasteggiare a tapas. Cioè io 😉

Qui avete l’imbarazzo della scelta tra frutta, verdure, jamon iberico di tutte le stagionature e prezzi, insaccati, formaggi, chervezas e chi più ne ha più ne metta.. Di sicuro la scelta non manca e gli spagnoli sanno come godersi i piaceri della vita (specie verso l’ora dell’aperitivo ;-))

Dopo aver scelto quello che preferite, potete tranquillamente sedervi nei tavoli e sgabelli a disposizione all’interno (più che altro a seconda dell’ora trovare un posto non è sempre semplice) ma sedersi non comporta obbligo di acquisto o di consumo, quindi se siete stati in giro tutto il giorno è anche un posto carino e riparato per riposarsi un attimo e consultare la guida per la vostra prossima tappa.

Tornando verso l’hotel, l’autista del taxi si è offerto di portarmi a vedere zone della città un po’ più distanti ma comunque caratteristiche come la Piazza di Castilla con le torri di KIO ed altre zone conosciute della città.

Il giorno successivo avevo solo poche ore prima del rientro in aeroporto.

Ho deciso quindi di passarle in un posto forse meno “mondano” ma meraviglioso: Parque del Retiro.

Questo parco è davvero bellissimo e se mai vi capitasse di essere a Madrid, vi consiglio senza dubbio una visita di qualche ora.

Io mi sono rilassata passeggiando e pranzando in uno dei chioschi presenti all’interno. L’atmosfera è familiare e tranquilla, il parco è silenzioso, accogliente e pieno di vita.

Mentre passeggiate si sentono le voci dei bambini che giocano, i passi degli innamorati e la musica degli artisti di strada. In più se avete voglia di fare qualche passo in più , sono molti gli angoli del parco da scoprire e visitare, come l’originalissimo Palazzo di Vetro.

Queste foto me le ha fatte la ragazza del palazzo che distribuisce le guide e supervisiona alla tranquillità del posto 😉 Giovane e simpaticissima.

Una città scoperta ed assoporata di fretta, ma che mi ha lasciato dei bellissimi ricordi e sensazioni ed in cui spero di tornare presto con più calma per scoprirne ancora di più.

E voi siete mai stati a Madrid? che cosa vi è piaciuto di più di questa città che consigliereste?

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